Le tecnologie

I trattamenti di depurazione possono utilizzare fasi e tecnologie molto diverse fra loro, che prevedono trattamenti fisici (grigliatura, dissabbiatura, disoleatura, sedimentazione), trattamenti biologici e chimici.

Ogni impianto è un mondo a sé, progettato in funzione del livello di inquinamento dei reflui da trattare, del luogo in cui deve avvenire lo scarico (mare o fiume), e dell’eventuale possibilità di riutilizzo dell’acqua depurata per fini irrigui o industriali.

Una fra le tecnologie più avanzate utilizzate negli impianti Iren è il bio-trattamento ‘a membrana’ (MBR – Membrana Bio Reactor), che prevede ben quattro livelli di filtrazione e garantisce l’abbattimento di tutti gli inquinanti, con il conseguente raggiungimento di valori di molto inferiori rispetto a quanto previsto dalla normativa e la possibilità di riutilizzare l’acqua in uscita dall’impianto. Tale  tecnologia, inoltre, il vantaggio di ridurre di molto i volumi del comparto biologico, con una conseguente ottimizzazione degli spazi degli impianti stessi, ed è pertanto molto utilizzato sulla costa ligure.

Presso l’impianto di Mancasale, in Provincia di Reggio Emilia, l’installazione di una stazione di trattamento terziario, basata su filtrazione rapida multistrato e trattamento combinato con acqua ossigenata e raggi UV, consente di riutilizzare le acque a scopi irrigui su una superficie di oltre 2000 ettari.

Il Gruppo gestisce in Emilia anche alcuni impianti di fitodepurazione che si avvalgono dell'attività depurativa delle piante.

Gli impianti di questo tipo sono al servizio di piccoli centri abitati posti in zona collinare, per una potenzialità complessiva di 310 abitanti equivalenti. I sistemi a flusso superficiale sono costituiti da bacini nei quali l'acqua, che proviene dagli impianti di depurazione, subisce un trattamento di affinamento. In questi bacini sono presenti piante acquatiche emergenti, sommerse o galleggianti, che danno una forte connotazione di naturalità al sistema. Questa tipologia di impianti è denominata anche ecosistema filtro, poiché rappresenta un ecosistema artificiale tra l'impianto di depurazione e l'ecosistema naturale (torrenti, fiumi, ecc.).

Sono attivi 5 di questi fitodepuratori sugli impianti di depurazione, posti nella valle del fiume Trebbia nel piacentino, che occupano una superficie complessiva di circa 18.100 m2.